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The goal: l'unico vero obiettivo

Tag
Business
Data
Oct 8, 2021
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Altra edizione impegnativa.
Nonostante io abbia letto davvero un sacco di libri, non faccio fatica a scegliere il mio preferito.
Sto parlando di The Goal by Eliyahu M. Goldratt [ENG] (In italiano si chiama Obiettivo produttività ma è introvabile)
√ą¬†stato il primo libro che mi ha consigliato¬†Giorgio Basaglia [Link], che di business ne sa qualcosa.
Dal libro ho tratto davvero un sacco di insegnamenti: come si scrive un libro non-fiction, work-life balance, principi di ingegneria gestionale, di team working e di strategia.
Ma c'√® un insegnamento che ho appreso ancora pi√Ļ importante.
L'unico insegnamento davvero importante in realtà.
Quello che ispira proprio il titolo, ovvero qual è il "Goal", qual è l'obiettivo.
La cosa divertente è che il libro non spiega come si individuano gli obiettivi, o come si prioritizza o blablabla.
Ci sono mille libri che già lo fanno.
Ti dice proprio qual è l'obiettivo.
Semplice no?
Ma come sempre è semplice, non facile.
Questo insegnamento ha cambiato radicalmente il modo in cui approccio il business e ha dato la svolta a tutti i miei progetti.
Lo reputo fondamentale per chiunque voglia concludere qualcosa a questo mondo, quindi te lo voglio raccontare bene.
Il protagonista del libro si chiama Alex (davvero) e gestisce un impianto produttivo da 400 persone che é in perdita, sempre in ritardo con le consegne e che sta per chiudere.
All'aeroporto trova Jonah, un fisico e consulente che gli darà una mano a rimettere a posto la situazione.
Al loro primo incontro, Alex si vanta con Jonah del suo impianto, dicendo di aver installato dei nuovi robot che ne hanno aumentato la produttività del 36%.
Al che Jonah disse: "Wow, quindi l'azienda sta facendo il 36% pi√Ļ soldi semplicemente installando dei robot? Incredibile."
E chiaramente Alex rise a questa domanda sciocca, "Non è cosi facile, solo in un reparto è aumentata la produttività. Ma sicuramente ha migliorato anche la produttività dell'impianto in generale".
"√ą¬†aumentato il numero di prodotti venduti al giorno grazie all'inserimento dei robot?"
".... Beh, dovrei controllare ma non so.."
"Sono diminuiti i costi fissi? Hai licenziato qualcuno grazie all'inserimento dei robot?"
"No, li abbiamo riallocati."
"Sono diminuite le scorte, lasciando pi√Ļ capitale circolante libero?"
"No... ma sono sicuro che la produttività è aumentata."
"Mi dispiace dirtelo, ma la produttività in realtà è diminuita. La produttività è inutile se non sai qual è il goal della tua azienda. E il goal, di tutte le aziende, è quello di fare soldi." (Enfasi mia)
Fermati un secondo a rileggere questa conversazione.
Forse, se non sei un ingegnere, potresti pensare che questo esempio non sia rilevante per te, ma sostituisci la frase dei robot con una delle seguenti:
"I nostri follower sono cresciuti dell'80%"
"Abbiamo assunto 10 nuove persone"
"Ho lavorato 80 ore questa settimana"
Quante volte siamo stati dalla parte di Alex?
Io ci sono stato i primi 6 mesi di lavoro in proprio, pagando a caro prezzo questa lezione.
Ci focalizziamo su indicatori, e di conseguenza su azioni e tasks, che non hanno nulla a che vedere con il vero obiettivo di un business.
Le famose vanity metrics no?
Ma é facile dire che il numero di follower é una vanity metric.
Lo é meno dire che l'efficienza dei robot in produzione lo è, o che lo sono le altre cose "hard" relative al tuo lavoro.
Quello che ti sto per dire non ti piacerà, soprattutto se sei un romantico, un ambientalista o un fautore dei diritti umani:

L'obiettivo di un'azienda è fare soldi

 
Bottom line. Non si discute.
Questa è la priorità numero uno.
Non ci possono essere iniziative di nessun tipo se prima non si fanno soldi.
Lo so che sembra brutto o freddo o capitalista, ma è cosi.
E questo ha un'importante conseguenza: tutto ciò che non può essere ricondotto al fare soldi non conta.
La formula per gli utili è: Ricavi - Costi.
Se un'azione non può essere ricondotta DIRETTAMENTE all'aumento dei ricavi o alla riduzione dei costi, allora non è prioritaria e non sta remando verso il goal.
Non mi interessa quanto aumentano i followers, ma quanto fatturato ha generato la campagna marketing.
Non mi interessa il numero di dipendenti, ma quanto fatturato in pi√Ļ si pu√≤ generare aggiungendoli.
Quanti nuovi clienti sono entrati? Quanto sono diminuiti i costi?
Queste sono le uniche domande da porsi, e le uniche domande che contano.
Spesso è molto difficile fare questa autoanalisi, perchè ci sembra che tutto sia importante.
Ma la differenza tra un'azienda di successo e una che fallisce è proprio il focalizzarsi su queste domande.
Tutto ciò che non produce fatturato o diminuisce i costi purtroppo è un nice-to-have, non è una priorità.
Lo so che √® pi√Ļ bello quando parlo di felicit√† e di filosofia, ma credimi che questo √® pi√Ļ importante.
"Se non sta portando fatturato, non è prioritario".
Potrei inciderlo sulla culla dei miei futuri figli.
√ą¬†quello avrei voluto sentirmi dire al giorno 1 con la partita IVA.
E, a voler essere sinceri sinceri, mi era stato detto (Giorgio ci aveva provato ūüíô) solo che non ho voluto sentire.
Segnatelo gi√Ļ, so che mi ringrazierai.