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Essere se stessi è overrated

Tag
Life
Data
Jul 1, 2022
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“Devi essere te stesso”.
Quante volte l’hai sentito nella tua vita? Ma cosa vuol dire poi? Il primo dubbio su questo tema mi è venuto parlando con una mia amica.
Le ho detto che una delle cose che mi riesce bene è adattarmi alle persone che mi circondano, per cui riesco a stare al tavolo con persone di ogni genere e comunque passare una bella serata.
Può capitare che infatti nello stesso weekend passi il venerdì a bere con i miei amici d’infanzia, il sabato a parlare di business con gli amici startupper e che la settimana dopo partecipi ad un evento in abito elegante con il Rotary.
Ovviamente il mio atteggiamento e le cose che faccio sono diversi: se mettessi il tovagliolo nelle gambe per mangiare con i ragazzi di Dueville, prenderei schiaffi fino al mese dopo.
Così come non sarebbe il massimo bere 5 litri di birra e mettersi a cantare durante una serata Rotary.
L'osservazione che ha fatto questa ragazza è: “Ma allora qual è il tuo vero io? Quando sei davvero te stesso?” e, come faccio sempre quando sento delle belle domande, mi sono messo a pensare.
La verità è che nemmeno i filosofi sono d’accordo sul concetto di identità, figuriamoci se possiamo riuscirci noi. La soluzione pragmatica a questa domanda è: sei te stesso quando puoi comportarti come vuoi e dire quello che vuoi.
Sicuramente con i colleghi ti comporti diversamente che con il tuo capo, i genitori, gli amici d’infanzia o dell’università. Non penso ti vorresti ubriacare e andare in discoteca con tua mamma; ma ciò non vuol dire che tu sia meno te stesso con lei che con i tuoi amici.
Ti faccio un esempio: se un mio amico di Dueville, che conosco da 15 anni, mi portasse ad un concerto ed il concerto non mi piacesse, glielo direi senza problemi. Gli direi qualcosa su questa falsariga (togliendo gli insulti): “Vecchio, il concerto mi ha fatto schifo, prossima volta scelgo io. Birra?”
È successo anche ad un evento Rotary che lo speaker non mi fosse piaciuto; se non avessi detto nulla, allora sì che non sarei stato me stesso.
Invece, quando mi è stato chiesto, ho spiegato perché non mi era piaciuto, cosa avrei fatto io se fossi stato lo speaker, e ho dato consigli su come gestire lo speaker perché sia più efficace (senza insulti stavolta).
Stesso output, stesso io—solo in forme diverse.
Se il tuo medico venisse a visitarti a domicilio senza camice, diresti che non è un vero medico? No, è sempre un medico—solo sotto un’altra veste.
Tu puoi sempre essere te stesso, ma cambiarti vestito (letteralmente) per le varie occasioni. La cosa che ti rende te stesso è l’essere sincero con il messaggio che vuoi far passare, non la forma o le conversazioni che fai con le varie persone.
Un'altra cosa che mi è stata detta infatti è che non si è se stessi se non si può parlare di quello che si vuole, ma a mio parere non è vero nemmeno questo.
Con i miei amici di Dueville non parlo mai di business e di miglioramento personale. La maggior parte di loro non sa nemmeno che lavoro faccio (strani gli uomini, eh?)
Effettivamente loro non conoscono un grosso pezzo della mia vita, ma nessuno può condividere tutti i tuoi interessi.
Se trovassi una ragazza che condividesse TUTTI i miei interessi, non ci starei mai insieme. (Infatti non c’è da fidarsi delle persone troppo appassionate di Excel).
In teoria con lei “non sarei me stesso”, visto che con lei non parlerei di Excel o non ci berrei insieme 5 litri di birra.
Ovviamente non è così: certo che sarei me stesso, ma in altri modi. Sembra un ossimoro, ma è proprio così: si può essere sé stessi in modi diversi con persone diverse.
La definizione di doppia faccia è quando con una persona ti comporti in modo diverso da quello che vorresti.
Se i miei amici del Rotaract mi vedessero a Dueville, direbbero semplicemente: “Ok è Alex, solo che beve di più”.
E gli amici di Dueville a Milano direbbero: “Ok è Alex, solo che beve meno”.
Questo per me è essere sé stessi. I tuoi amici, potrebbero dire lo stesso?
Se la risposta è no, chi stai cercando di impressionare? Cosa hai paura di far trasparire? A chi? E perché?
Mark Twain diceva: un uomo che dice sempre la verità, non deve ricordarsi ciò che dice.
Parafrasando: chi è sempre sé stesso non deve stare attento a cosa dice. (Solo a come).