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Aspettati il peggio

Tag
Life
Happiness
Data
Jul 8, 2023
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Quando mi è venuta in mente questa hack mi è davvero venuto da ridere. Mi è venuto da ridere perché mi rendo conto di quanti messaggi contrastanti io dia in queste newsletter.
Una volta dico che la scienza è la cosa più bella e perfetta che esista e poi che in realtà non è vera; prima che devi essere felice e ottimista e poi che devi aspettarti il peggio.
Mi rendo conto che sia difficile passare il concetto che ho in testa in post da 4 minuti, però secondo me ha senso. Sarai tu poi a giudicare.
E, come sempre, sei qui per avere spunti di riflessione, non per avere la verità assoluta: se una cosa che dico pensi sia stupida, scartala senza pensarci due volte.
Però veniamo alla nostra hack: aspettati il peggio. Ci tengo a precisare che non è farina del mio sacco, ma deriva dal sacco leggermente più autorevole di Marco Aurelio.
Marco Aurelio era uno stoico che ha governato l'Impero Romano nell'antichità, ed è diventato famoso per il suo diario personale, poi raccolto e pubblicato nel libro Meditazioni.
La cosa affascinante di questo libro è quanto traspare la sua umanità. Era l'imperatore di Roma, eppure scrive che le coperte la mattina sono pesantissime e che non riesce ad alzarsi.
Ma la cosa più interessante dei suoi Pensieri è il fatto che scrivesse ogni mattina tutto quello che sarebbe potuto capitargli di brutto durante il giorno.
Scrive proprio: le persone saranno cattive, il cibo sarà di cattivo gusto, sarai stressato e alterato.
Sembra controproducente giusto? Eppure ti assicuro che ha l'effetto opposto.
Lo stoicismo ha come filosofia centrale l'idea che le cose che ti succedono non sono mai inerentemente brutte, ma dipende tutto dal tuo giudizio su di esse.
Se perdi il treno puoi pensare: "Ecco adesso arrivo in ritardo" oppure "ottimo, così ho tempo per fare colazione".
Visto che è difficile gestire le emozioni, secondo gli stoici dobbiamo impegnarci ad evitare che sorgano. Secondo Seneca, un modo per ridurre ampiamente l'impatto delle emozioni negative è quello di pensarci costantemente, soprattutto alle cose inevitabili.
È famosa la sua quote "Memento mori", ricordati che devi morire. Con questo Seneca non voleva farci deprimere, ma semplicemente farci ricordare che tutti intorno a noi moriranno e anche noi moriremo. Possiamo aspettare che arrivi la morte e poi essere devastati dal lutto, oppure prepararci e ridurne l'impatto.
Lo stoicismo dice che i momenti di riflessione dovrebbero essere fatti la mattina e la sera, e la mattina nel daily diary ho iniziato a scrivere anche le cose fastidiose che mi sarebbero successe durante la giornata:
  • La cameriera del bar sarà scortese
  • In palestra il solito antipatico mi guarderà male
  • Arriverà una mail poco piacevole
TI GIURO, che funziona. Io sono una persona iper positiva, ma ciò non vuol dire che quando mi succede qualcosa riesco immediatamente a prenderla come cosa positiva.
Facendo così, appena ti succede la cosa che avevi anticipato, senti proprio che l'impatto è dimezzato, se non meno. Pensi "Ah-ah, lo sapevo", e il fastidio o il dolore che senti è molto meno.
E questo è coerente con quanto diceva Seneca: è quasi impossibile che il dolore arrivi a zero, ma puoi attutire ampiamente la caduta.
Ti consiglio assolutamente di provare.