Articoli consigliati

I migliori articoli che ho trovato su internet, con il link all'originale.

Forer: the fallacy of personal validation

Articolo, voto 10/10

Personalmente non credo all'oroscopo e, a parte qualche sguardo al cielo quando mi si chiede che segno sono, rispetto al massimo chi sceglie di crederci.

Sono però rimasto affascinato da un articolo del professor Forer che prova (a mio parere definitivamente) che, scegliendo parole sufficientemente vaghe, tutti possono riconoscersi nelle descrizioni dei segni zodiacali.

Questo si chiama effetto Forer o effetto Barnum, e possiamo definirlo come un corollario del Confirmation Bias: tendiamo a vedere le cose che confermino ciò che crediamo, e a non vedere le altre (ovvero se tu pensi che una persona sia generosa, tenderai a notare i momenti in è generosa e a non vedere i momenti in cui non lo è).

Penso che, soprattutto se credi all'oroscopo, potrebbe essere un'ottima occasione per sentire una prospettiva diversa!

Questo è il **link per scaricare il paper originale**, oppure qui per degli articoli che lo spiegano. [ITA] [ENG]

Visual design rules you can safely follow every time

Articolo, voto 10/10

Anthony Hobday elenca regole di design visivo semplici e sempre valide su spazi, colori, tipografia e allineamenti. Ottimo per chi non è designer.

40 Useful Concepts You Should Know

Articolo, voto 10/10

Gurwinder raccoglie 40 concetti poco noti ma utilissimi per ragionare meglio: bias, effetti psicologici e modelli mentali spiegati in poche righe ciascuno.

The man in the arena

Citazione, voto 10/10

Più che una quote è un'estratto da un discorso di Theodore Roosevelt, che ogni volta mi fa venire la pelle d'oca davvero. The Man in the arena:

"It is not the critic who counts;

not the man who points out how the strong man stumbles, or where the doer of deeds could have done them better.

The credit belongs to the man who is actually in the arena, whose face is marred by dust and sweat and blood;

who strives valiantly;

who errs, who comes short again and again, because there is no effort without error and shortcoming;

but who does actually strive to do the deeds;

who knows great enthusiasms, the great devotions;

who spends himself in a worthy cause;

who at the best knows, in the end, the triumph of high achievement, and who at the worst, if he fails, at least fails while daring greatly, so that his place shall never be with those cold and timid souls who neither know victory nor defeat."

**"Non è il critico che conta;

né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come questo avrebbe potuto fare meglio;

L’onore spetta all’uomo che in sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue;

che lotta con coraggio;

che sbaglia ripetutamente, perché non c’è tentativo senza errori e manchevolezze;

che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo;

che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa;

che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato; in modo che il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta.

"

The 36 Questions That Lead to Love

Articolo, voto 9/10

Le 36 domande dello studio dello psicologo Arthur Aron, pensate per creare intimità tra due sconosciuti, diventate famose grazie a un articolo del New York Times.

Le regole del garage HP

Articolo, voto 9/10

Quando parliamo di startup, non possiamo fare a meno di pensare alla Silicon Valley, considerata "La Mecca" per tutti gli imprenditori e startupper esistenti.

La Silicon Valley è leggendaria non solo per le grandi aziende che sono nate li, ma perché incorpora il sogno imprenditoriale nella sua forma più pura: partire dal nulla senza un dollaro in tasca e creare un'azienda da miliardi di dollari.

E questo sogno si traduce nel far partire la propria startup nel garage dei genitori, senza investimenti, con due amici e un sacco di passione.

Quando dico che il sogno viene incorporato nella sua forma più pura, è perché la stessa Silicon Valley è nata da un garage!

Infatti si fa coincidere Ground Zero della Silicon Valley, ovvero il luogo di nascita di questo incredibile ecosistema, con il garage dei genitori di Dave Packard, co-fondatore di quella che oggi è la HP.

La leggenda narra che il capanno degli attrezzi fuori dal garage sarebbe stato anche la casa temporanea dell'altro co-fondatore, Bill Hewlett.

Da allora centinaia di startupper hanno seguito le orme della HP, e moltissime aziende sono nate dal garage dei genitori dei fondatori.

Tra le altre anche Apple, Amazon e Google.

La HP, ha poi messo per iscritto quelle che definisce come Le regole del garage, ovvero le regole che devi seguire per avere successo in un'avventura come quella delle start-up.

Sono 11 e, tradotte, recitano cosi:

  1. Abbi fiducia di poter cambiare il mondo
  2. Lavora velocemente, non mettere mai via gli attrezzi, lavora ogni volta che puoi
  3. Impara quando lavorare insieme e quando lavorare da solo
  4. Condividi - strumenti, idee. Abbi fiducia nei tuoi colleghi
  5. No politica. No burocrazia. (Sono ridicole in un garage)
  6. Solo il cliente decide cos'è un lavoro ben fatto
  7. Se un'idea è rivoluzionaria non vuol dire che è un'idea cattiva
  8. Inventa modi diversi di lavorare
  9. Dai un contributo ogni giorno. Se ciò che fai non contribuisce, non lascia il garage
  10. Abbi fiducia che insieme si può fare qualsiasi cosa
  11. Inventa

Puoi trovare la versione originale qui [Link]

Che dire, anche se il tuo obiettivo non è aprire una startup, ci regole che sono applicabili a qualsiasi lavoro tu stia facendo, ma soprattutto anche alla vita di tutti i giorni .

Ed è bene non dimenticarsele.

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